Il Progetto

La World Social Agenda (WSA) è un percorso di sensibilizzazione sui diritti umani e sulla promozione dello sviluppo umano che da sempre ha privilegiato il coinvolgimento territoriale e diverse modalità e forme comunicative. Tutte le azioni poste in essere, conferenze internazionali – momenti seminariali – laboratori educativi in classe, hanno storicamente avuto come focus principale i diritti dei minori e l’eliminazione delle discriminazioni nei confronti delle donne.
Il progetto World Social Agenda 2009, in continuità con il percorso intrapreso durante lo scorso anno scolastico, aprirà una riflessione sul Settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, “assicurare la sostenibilità ambientale”. La Fondazione Fontana onlus sta infatti realizzando un percorso pluriennale che dall’anno 2008 all’anno 2015 intende sviluppare una rete, di soggetti e azioni, attiva per il raggiungimento degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio definiti dalle Nazioni Unite. A questo fine si è pensato di dar vita ad una serie di azioni informative-educative-formative volte a facilitare la conoscenza degli Obiettivi del Millennio, in una sorta di conto alla rovescia che a partire dall’Ottavo arrivi fino al Primo, disegnando percorsi di attivazione sia scolastici che extrascolastici.
La World Social Agenda 2009 nasce dalla necessità di un creare percorsi di confronto e di azione dove sia i soggetti promotori, che i partner che i beneficiari abbiamo la disponibilità al dialogo e al cambiamento; un contenitore aperto che consenta di “costruire o inventare” modalità di cittadinanza attiva utili a facilitare il raggiungimento dell’Obiettivo in oggetto.
La realizzazione delle attività sarà preceduta da un lavoro territoriale al fine di coinvolgere in modo particolare le scuole e molte realtà eterogenee del mondo profit e non profit, in modo tale da attivare il protagonismo del territorio. A tal fine fondamentale sarà la creazione di sinergie tra soggetti diversi e l’offerta di un ampio spettro di opportunità e testimonianze.
In collegamento con l’agenda ONU del 2000 per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e attraverso un forte lavoro di contestualizzazione locale, il 2009 sarà pertanto dedicato all’Obiettivo 7, “assicurare la sostenibilità ambientale”.
Fulcro del progetto sarà lo stretto legame che intercorre tra l’ambiente e i diritti umani, ed in particolare tra la sostenibilità ambientale e i diritti dell’infanzia.Lo stesso termine “sostenibilità”, coniato da Brundtland nel rapporto “Our Common Future” nel 1987, ripreso poi dalla Commissione Mondiale sull’Ambiente e sullo Sviluppo dell’ONU, ed entrato infine nel lessico comune, implica una particolare attenzione a coloro che saranno gli adulti di domani, in quanto fa riferimento ad uno “sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni”.
Questo concetto è stato successivamente ripreso da numerosi documenti di varie agenzie delle Nazioni Unite, fino alla Dichiarazione del Millennio -da cui sono poi scaturiti gli otto Obiettivi- che fa un esplicito riferimento ai bambini: “[…] abbiamo un dovere verso tutti i popoli del pianeta, specialmente quelli più vulnerabili e, in particolare, verso i bambini del mondo intero, ai quali appartiene il futuro”. La Dichiarazione afferma anche che “gli attuali insostenibili modelli di produzione e consumo debbono essere modificati nell’interesse del nostro benessere futuro e di quello dei nostri figli”, e che “non dobbiamo risparmiare nessuno sforzo per liberare l’umanità intera, e soprattutto i nostri figli e nipoti, dalla minaccia di vivere su un pianeta rovinato irrimediabilmente dalle attività umane”.
Un esplicito riferimento a questo viene anche dall’UNICEF, nel documento “A World Fit for Children” (Un Mondo a Misura di Bambino), risultato della Sessione Speciale dell’ONU sull’infanzia del 2002: il documento include nella dichiarazione un punto dedicato alla salvaguardia dell’ambiente, con il titolo “Proteggere la Terra per il benessere dei bambini”.
Il legame tra cambiamento climatico e condizioni ambientali in generale da una parte, e diritti dei bambini dall’altra è, come si evince, estremamente rilevante. In quanto i più vulnerabili tra i vulnerabili, i bambini sono i più colpiti ad esempio dai disastri naturali, dalla siccità, dalla scarsità e dalla mancanza di cibo, dalle malattie come ad esempio la malaria o la diarrea che stanno recentemente aumentando in molte aree del pianeta.
Il progetto intende quindi sottolineare l’importanza delle pratiche quotidiane e degli stili di vita e di ciò che i bambini e i giovani possono fare verso il raggiungimento del Settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio.
Particolare attenzione verrà dedicata all’approccio tridimensionale e, in continuità con le attività promosse nel corso dello scorso anno scolastico sull’ottavo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, alla necessità di un impegno collettivo per la sostenibilità ambientale.

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